Arrivo tappa 20
Il lupo è tornato
di Paolo Macis
Roberto C. aveva giurato che non l'avrebbe fatto più 15 anni prima. La volta che lo stavano per beccare al posto di blocco con la bambina bionda nel bagagliaio. Ma qualcosa nella sua mente contorta andò in tilt proprio quel giorno, quando dalla porta vetri della GS uscì un altro bellissimo esemplare di bambina bionda cui non seppe resistere. E come una diga che non contiene più l'onda, la voglia scura gli si risvegliò nonostante per 15, lunghissimi anni, si fosse auto-convinto di essere guarito. E invece era sempre lo stesso lupo, solo che aveva solo cambiato il pelo per un pò di tempo. E ora con il sesso macchiato di sangue correva come un pazzo sul Mont Ventoux. Era li che seppelliva le sue vittime. La polizia l'aveva cercato per anni quel posto atroce. Gli investigatori sapevano che c'era e per un periodo qualcuno aveva anche sospettato di lui. Tutte le perquisizioni però erano state vane e ogni ipotesi accusatoria era stata vana. La polizia brancola nel buio avevano titolato i giornali di 15 anni prima ricorrendo a una stanca perifrastica estiva. Ora Roberto C. guidava come un pazzo e sogghignava. Sapeva già quale sarebbe stato il titolo delle prime pagine del giorno seguente. "Il Lupo è tornato".
Six-Words/Mont Ventoux
di Fabrizio Palasciano
Il monte. Di notte. Nel Vento.
Amorevole Questua
di Frank Ancel/Jeanne Duval/Fabrizio Palasciano
Urla la lupa alla luna. Smarrita la prole, madre senza sollievo, l'allontana dal brancola sua questua amorevole. Uomini nel campo visivo. Pietraie. Persa sul Ventoux. Assenza di vegetazione che l'agguato rende impossibile al predatore. Detriti alimentari attirano sciacalli. E' il residuo della Grande Carovana Gialla . Ma Altri sono i pericoli. I cinghiali elettronici esistono anche qui. E la consapevolezza è ancor lontana.
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